Sarebbe meglio parlare direttamente di Qi? Non necessariamente, perché alcune scuole non praticano con il Qi. Molte scuole buddhiste, ad esempio, non lavorano con il Qi. Anche le pratiche incentrate sul Qi, nei loro stadi avanzati, trascendono l'attenzione sul Qi.
Usare il "Qi" per definire il Qigong ne restringerebbe in realtà la portata. Non concentrandosi sul Qi ma enfatizzando invece la mente, si afferra il vero fondamento del Qigong. Nel Qigong tradizionale, indipendentemente dalla scuola—taoista, buddhista, medica, confuciana o marziale—finché implica una pratica autentica, si enfatizza l'uso della mente. Si dice spesso: "Il successo dipende interamente dallo sforzo applicato con la mente." Si tratta sempre di allenare la mente. Questo vale per il Qigong cinese, e anche le pratiche straniere rientrano in questa definizione.
Ad esempio, la terapia di rilassamento occidentale richiede di rilassarsi; questo atto di rilassarsi riguarda l'integrazione della mente con le proprie attività di vita—non è anche questo un dirigere la propria coscienza verso l'interno? C'è anche un metodo psicoterapeutico occidentale in cui un paziente oncologico negli Stati Uniti ha usato l'immaginazione mentale, visualizzando i propri globuli bianchi che divorano le cellule tumorali, ed è guarito. Anche questo è un'attività mentale diretta verso l'interno, che in sostanza significa praticare il Qigong.
(Tratto da The Overview of Zhineng Qigong Science e dalle Lezioni di Pang Ming)

